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Bounce rate da paura! Google lo sa: il tempo e la frequenza di rimbalzo influiscono sul posizionamento

Come misurare il tempo trascorso sul mio sito? Quando la frequenza di rimbalzo è troppo alta?

paura del bounce rate?

Il tempo trascorso sul sito mostra il livello di coinvolgimento dei tuoi visitatori con ciò che scrivi. Come tale, è una metrica importante per misurare le prestazioni del sito Internet. Chi si occupa di SEO non può che tenerne conto.

A questo punto ti starai chiedendo: “OK!, Ma come lo calcolo?” Ed io che ci sto a fare? 🙂 Adesso te lo spiego…

Quando i navigatori del web accedono al tuo sito, indipendentemente dal tipo di hosting che stai utilizzando, il server Web crea automaticamente un file di registro per memorizzare l’azione.

Il file di registro contiene un timestamp che mostra l’ora esatta della loro immissione. Per ogni nuova pagina Web su cui fa clic il visitatore, il file di registro aggiunge un nuovo timestamp che indica l’ora esatta in cui il visitatore è entrato in quella pagina.

Il tempo sul sito viene calcolato come la differenza tra l’ultimo timestamp e il primo di una particolare sessione di navigazione. E il tempo medio sul sito viene calcolato utilizzando la formula:

Tempo totale sul sito per visitatori multipli / Numero totale di visitatori

Naturalmente, vorresti che il tempo medio sul sito per gli utenti fosse il più alto possibile. Ciò significherebbe che i visitatori trovano il tuo sito interessante.

Ma esattamente per quanto tempo dovresti far rimanere i tuoi utenti? Qual è secondo Google un buon tempo medio trascorso su un sito Internet? Purtroppo, a questa domanda non esiste una risposta valida per tutti. Tutto dipende dal tipo, dalla qualità e dall’argomento del tuo sito.

Fatta questa premessa, un tempo di oltre 2 minuti è piuttosto difficile da ottenere, e qualsiasi durata tra 1-2 minuti è considerata un ottimo risultato.

Vale la pena ricordare, che per quanto sia importante il tempo trascorso sul sito, esso non racconta tutto delle nostre pagine web, infatti nessuna metrica può farlo da sola.

Ecco perché devi prendere in considerazione anche altre metriche per valutare il rendimento del processo di posizionamento e di crescita SEO del tuo sito. Come, appunto, la frequenza di rimbalzo (Bounce rate).

Che cos’è la frequenza di rimbalzo e perché la frequenza di rimbalzo media è così importante?

La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori totali che abbandonano il tuo sito dopo aver visitato una sola pagina (definizione di Bounce rate).

In questo caso il tempo non è affatto un fattore. Qui non importa se gli utenti trascorrono 3 ore, o 3 secondi, sul tuo sito Internet; ciò che conta è se visualizzano più di una pagina. Se un utente trascorre 1 ora a leggere una sola pagina Web, ma lascia il tuo sito senza aprire un’altra pagina, Google lo contrassegnerà comunque come un rimbalzo.

Una frequenza di rimbalzo del sito Internet elevata può essere portatore di cattive notizie per il tuo business online, secondo Google ciò significa che agli utenti non piace ciò che vedono. Che il tuo sito non risolve il problema che hanno (che ha innescato la loro ricerca iniziale su Google), o che l’esperienza è insufficiente: per cattiva navigazione, per contenuto mediocre, o scelte di progettazione scadenti, caricamento troppo lento del sito, etc.

A questo punto è lecito chiedersi: “Quando la frequenza di rimbalzo è troppo alta?

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Ahimè! Non esiste una risposta definitiva, in quanto dipende dal tipo di attività, dall’industria, e da molti altri fattori (si anche qui!).

Per alcuni siti una frequenza di rimbalzo del 50% può essere altissima, mentre per altri questa cifra può essere perfettamente accettabile.

Ecco perché è bene utilizzare la frequenza di rimbalzo media per siti appartenenti al tuo settore, per avere un valido parametro di riferimento.

In questo, puoi utilizzare Google Analytics, o qualsiasi altro strumento di monitoraggio delle prestazioni web per scoprire la cifra di riferimento per il tuo settore.

Se la tua frequenza di rimbalzo è superiore a quella dei tuoi competitors, devi eleborare una strategia per abbassarla.

In che modo il tempo trascorso sul sito e la frequenza di rimbalzo influiscono sul posizionamento su Google

Innanzitutto è bene chiarire subito una cosa. Nessuno ha la certezza che l’algoritmo di Google tenga conto del tempo trascorso sul sito, e se la frequenza di rimbalzo abbia un valore per determinare come il motore di ricerca classifica le pagine. Google non ha mai confermato, né negato il loro utilizzo.

Tuttavia, c’è una forte ragione per credere che un tempo trascorso sul sito basso, e un’alta frequenza di rimbalzo media possano danneggiare il tuo ranking.

Anche se l’algoritmo di Google non utilizza il tempo trascorso su una pagina, e la frequenza di rimbalzo, sappiamo che tiene conto di ciò. Che raccoglie questi dati.

Mai sentito parlare di RankBrain?

Il RankBrain è uno dei fattori di classificazione più importanti dell’algoritmo di Google. Concentra la sua attenzione, sulla comprensione dell’intenzione di ricerca degli utenti, per aiutare Google a organizzare meglio i risultati della ricerca.

Quando i visitatori lasciano il tuo sito rapidamente o dopo aver aperto solo una pagina, RankBrain potrebbe dedurre che il tuo sito non è quello che gli utenti stanno cercando per quella determinata query, keyoword o keyphrase. Di conseguenza, RankBrain potrebbe suggerire a Google: “Forse questo sito non dovrebbe essere classificato così in alto per quella particolare query”.

In buona sostanza, pur senza essere certi che siano fattori determinanti per il ranking, il tempo trascorso su una pagina e la frequenza di rimbalzo del sito Internet non possono essere trascurati. Anzi, molto probabilmente influenzano il tuo posizionamento nella SERP di Google, poichè sono indicatori del livello di soddisfazione degli utenti, che sta tanto a cuore al motore di ricerca.

Pertanto, impegnati per aumentare il tempo medio trascorso sulla pagina e ridurre la frequenza di rimbalzo. Aumentare il coinvolgimento dei tuoi utenti, significa anche migliorare il tuo ranking

Tuttavia, per poterlo fare, ti starai chiedendo: “Come misurare il tempo trascorso sul mio sito?

Giusta domanda! Come puoi farlo?

Come misurare il tempo e la frequenza di rimbalzo?

Puoi misurare il tempo trascorso su una tua pagina e la frequenza di rimbalzo (Bounce rate) utilizzando strumenti di analisi web gratuiti, come quelli forniti da Google Analytics o Yandex Metrica.

Se il tuo sito è realizzato su WordPress, puoi utilizzare vari plug-in per visualizzare le metriche delle prestazioni web nella tua WP dashboard.

Le Statistiche di Google (Google Analytics)

Google Analytics è lo strumento di analisi web più popolare. Lo usano a 50 milioni di siti nella rete!

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Google Analytics mostra il tempo medio trascorso su un sito Internet (anche se ora si chiama durata media della sessione), nonché altri dati sul comportamento degli utenti per aiutarti ad analizzare e monitorare al meglio le prestazioni del tuo sito.

Raccoglie informazioni sui visitatori e sulla loro interazione con il tuo sito, inserendo frammenti di codice (inserimento che dovrai fare tu) di monitoraggio JavaScript all’interno delle pagine Web.

All’inizio potresti trovare Google Analytics un po troppo complesso. Ha una pletora di grafici e tabelle diverse che mostrano tutti i tipi di dettagli.

In tal caso possono venirti in soccorso i tutorial online offerti da Google. Sono lì per aiutare gli utenti a utilizzare il suo strumento di analisi web in modo più efficace.

Yandex Metrica

Questo è un altro strumento che puoi utilizzare per scoprire la frequenza di rimbalzo media del tuo sito, l’on-page time e tutta una serie di altri dettagli relativi al rendimento del tuo sito.

Proprio come Google Analytics, Yandex Metrica è gratuito e funziona aggiungendo un piccolo pezzo di codice alle tue pagine. Offre praticamente tutto ciò che Google Analytics offre, più un paio di utilità particolarmente interessanti.

Le due funzionalità immensamente utili ed esclusive di Yandex Metrica sono le

  • le Session Replay, e
  • le Heat Maps.

Puoi utilizzare Session Replay per vedere come i visitatori interagiscono con il tuo sito. Le Heat maps, invece, ti mostrano quali parti di una pagina attirano più attenzione di altre.

Molti lo preferiscono, poichè rispetto a Google Analytics, Yandex Metrica è più intuitivo e più facile da usare.

Plugin di WordPress

Infine, con l’aiuto di un plug-in WordPress adatto, puoi accedere ai dati sul comportamento degli utenti, come il tempo medio sulla pagina, senza uscire dalla dashboard di WordPress.

Ci sono molti plugin gratuiti che possono integrare Google Analytics con WordPress con pochi semplice clic.

Il più popolare è senza dubbio Google Analytics di MonsterInsights. I più di 2 milioni di siti che lo stanno utilizzando possono garantire quanto sia utile!

Altri plugin popolari includono Google Analytics Dashboard for WP, Analytify e WP Statistics.

Puoi usare uno di questi se preferisci visualizzare i dettagli del tuo traffico nella dashboard di WordPress.

Il tempo medio trascorso sul nostro sito Internet e la frequenza di rimbalzo influiscono sul SEO

Tutti desideriamo che i visitatori leggano i nostri post dall’inizio alla fine. Abbiamo impiegato tante energie e tempo per scriverli, o speso denaro per ingaggiare un copywriter freelance. Vogliamo che trascorrano molto tempo sul nostro sito. E’ importante lavorare per ottenere questi risultati.

Dobbiamo essere coscenti che aumentare il tempo medio trascorso sul nostro sito Internet, significa aumentare le probabilità che il nostro sito abbia successo online.

Quando le persone trascorrono più tempo sul tuo sito, le tue possibilità di coinvolgerle aumentano, con impatto positivo sul posizionamento su Google e il SEO in generale.

Ma fa attenzione: gli utenti di Internet non tollerano il caricamento lento di pagine e non sono disposti a spendere un secondo extra su siti che non valgono la pena. Google lo sa e ne tiene conto.

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Written by Mauro

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